
Balotelli,Prandelli e Buffon in visita al carcere Sollicciano SKY SPORT La spontaneità di Balotelli, l'umanità di Buffon e la sensibilità di Prandelli: è questa la miscela che ha regalato una mezzora di entusiasmo da finale Mondiale ai detenuti del carcere di Sollicciano, a Firenze. BALOTELLI — La naturalezza di Mario ha conquistato subito i circa mille detenuti del principale istituto detentivo fiorentino, una bella fetta dei quali era radunata nella sala cinema, per l'occasione. Balotelli, Buffon e Prandelli hanno fatto il loro ingresso intorno alle 12.15, dopo l'allenamento mattutino, nel quale Prandelli ha provato Cassani e Balzaretti esterni difensivi, le probabili variazioni rispetto alla partita con le Far Oer. Il trio azzurro è stato letteralmente sommerso dall'entusiasmo dei carcerati, faticando a raggiungere il palco. Poi, le parole. RIVELAZIONE — E Balotelli ha dimostrato di non essere allergico ai microfoni, in un contesto diverso rispetto alle rituali conferenze stampa o zone miste dopo partita, che proprio non gli vanno giù. Mario stavolta ha firmato autografi come una macchinetta, non si è tolto mai il sorriso dalla faccia. Ha pronunciato parole di conforto: "Ho accettato subito quando mi hanno chiesto di venire qua. Ragazzi, non mollate, tutti hanno un'occasione nella vita" e non ha scansato domande scomode d'attualità, poste dai detenuti: "L'IPad? Non lo ascoltavo in panchina, ma prima". "Come si fa a rimanere in Italia?" Gli ha chiesto una ragazza di <b>...</b>
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