
La canzone triestina senz'altro più conosciuta e cantata da sempre, assieme alle altrettanto celeberrime "El Tran de Opcina", "Co' son lontan de ti (Trieste mia)" e "La mula de Parenzo". Sicuramente la più bella e romantica!! Questa splendida barcarola fu composta in un tristissimo periodo, sotto le bombe delle fortezze volanti che spesso sorvolavano Trieste in quel periodo (1944) per sganciare il loro carico di morte sulla gente innocente. Proprio in quel terribile frangente, i noti autori triestini dell'epoca, Publio Carniel e Raimondo Cornet (soprannominato Corrai), già autori negli anni '20 della nostalgica e bella "Co' son lontan de ti", partorirono con la loro immensa arte questo pezzo che narra di un pescatore triestino mentre parte di notte, (con le stelle che brillano e la luna piena che illumina tutto) con la sua piccola barchetta a vela, per andare in mare a fare il suo mestiere. Il pescatore promette ai suoi "tre grandi afeti", (ovvero Trieste, la sua donna e la sua barchetta) di rientrare al più presto e se per caso dovesse pescare una sirena, promette di donarla alla sua donna assieme a tutti i pesci del mare. Romanticissimo vero? Magari ce ne fossero ancora di canzoni così!!! Questa versione secondo me è sicuramente la migliore in assoluto fra le tante, per l'arrangiamento e per la splendida, melodiosa ed evocativa voce e musicalità di Lorenzo Pilat, grandioso cantautore di caratura internazionale e anima indiscussa di Trieste stessa e del suo folklore <b>...</b>
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