
it.euronews.com La Serbia di oggi è un Paese libero? La caccia all'intellettuale scatenata dalle autorità farebbe pensare di no. Ultima vittima Sreten Ugricic, per oltre un decennio apprezzato direttore della Biblioteca nazionale serba. Scrittore conosciuto nel mondo per come è stato capace di modernizzare la Biblioteca nazionale e per le sue battaglie per la democrazia, dopo aver firmato un appello in favore della libertà di pensiero e di espressione, si è visto scatenare contro una campagna mediatica. Poi è intervenuta la politica. Ivica Dacic, vicepresident del consiglio e ministro dell'Interno e alleato del defunto ex presidente serbo e criminale di guerra Slobodan Milosevic, ha indetto una rionione telefonica d'emergenza del governo. Una procedura che solitamente è riservata ai disastri naturali, stavolta è servita a sollevare Ugricic dall'incarico. "La prima ragione - spiega - per la quale sono stato fatto fuori, naturalmente, è politica. Ci avviciniamo all'avvio della campagna elettorale e questa campagna sarà sicuramente molto aggressiva. La mia vicenda è cominciata quando il ministro della Polizia, in prima persona, ha affermato che io sostengo il terrorismo..." Altri scrittori serbi hanno firmato il medesimo appello. E ora hanno paura che la stampa nazionalista ei politici possano prendersela anche con loro. Le elezioni sono a maggio e la tensione nel Paese sale. La battaglia per la libertà di espressione non è condivisa solo da colleghi serbi come il poeta <b>...</b>
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