UNA FRESCA BAVISELA (MARINARESCA) - Lorenzo Pilat


La canzone triestina senz'altro più conosciuta e cantata da sempre, assieme alle altrettanto celeberrime "El Tran de Opcina", "Co' son lontan de ti (Trieste mia)" e "La mula de Parenzo". Sicuramente la più bella e romantica!! Questa splendida barcarola fu composta in un tristissimo periodo, sotto le bombe delle fortezze volanti che spesso sorvolavano Trieste in quel periodo (1944) per sganciare il loro carico di morte sulla gente innocente. Proprio in quel terribile frangente, i noti autori triestini dell'epoca, Publio Carniel e Raimondo Cornet (soprannominato Corrai), già autori negli anni '20 della nostalgica e bella "Co' son lontan de ti", partorirono con la loro immensa arte questo pezzo che narra di un pescatore triestino mentre parte di notte, (con le stelle che brillano e la luna piena che illumina tutto) con la sua piccola barchetta a vela, per andare in mare a fare il suo mestiere. Il pescatore promette ai suoi "tre grandi afeti", (ovvero Trieste, la sua donna e la sua barchetta) di rientrare al più presto e se per caso dovesse pescare una sirena, promette di donarla alla sua donna assieme a tutti i pesci del mare. Romanticissimo vero? Magari ce ne fossero ancora di canzoni così!!! Questa versione secondo me è sicuramente la migliore in assoluto fra le tante, per l'arrangiamento e per la splendida, melodiosa ed evocativa voce e musicalità di Lorenzo Pilat, grandioso cantautore di caratura internazionale e anima indiscussa di Trieste stessa e del suo folklore <b>...</b>


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Marinaresca - Una fresca bavisela... con immagini di Trieste


Il coro giovanile "Città di Trieste", esegue una delle più belle canzoni popolari triestine. Triest folk song "una fresca bavisela".


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Vogalonga della Bavisela 1997 - Telegiornali locali


This was a nice race here in Trieste back then: 8000m straight from Castle Miramare to Piazza Unità, at the heart of the city, with megascreen for the people to follow us. These are excerpts from the local news, with Ezio, Sandro, Taglia and me in the foreground (outer lane, as usual). Kudos to our friends Iztok, Igor and Egidio from Izola (SLO) who won the race.


Rowing Jole Trieste Bavisela the Sculler

Bavisela-Trieste 2 maggio 2008


Demo country dance a Trieste


country dance cowboy TS

Makako Jump feat. Tadiman


Makako Jump feat Tadiman live alla bavisela 2008 di Trieste


Makako Jump Tadiman Bavisela 2008 crewmovie

Irene Fornaciari - Una Carezza LIVE


Bavisela Trieste


Bavisela Trieste Irene fornaciari maxpiz

Makako feat Tadiman sound check


Bavisela 2008 Trieste al Molo IV... Makako Jump feat Tadiman sound check


Makako Jump Tadiman Bavisela 2008 Molo IV Sound check Lasciate la mancia al portapizze crewmovie

Marinaresca


Marinaresca (una fresca bavisela) Narra la storia un pescatore che come ogni sera esce in mare con la sua barca a vela per pescare, la luna è alta nel cielo, una leggera brezza inizia a soffiare, un saluto alla sua donna e la barca inizia dolcemente a navigare. Trieste dorme ed in questo clima di calma surreale nelle acque del golfo, i pensieri dell'uomo vagano alla ricerca di quelle che sono le cose a lui più care nella vita, la sua amata città, la sua donna che ogni giorno l'aspetta silenziosa al levar del sole e la sua bella barca che gli serve per lavorare, immagina di pescare una sirena e di portarla insieme a una montagna di pesci alla sua adorabile compagna. Una delle canzoni triestine senz'altro più conosciute, insieme a "El tram de Opicina" , "Co son lontan de ti (Trieste mia)", bella e romantica, gli autori Publio Carniel e Raimondo Cornet detto "Corrai" scritta alla fine del periodo bellico del secondo conflitto mondiale nel 1944. MARINARESCA Una fresca bavisela incomincia za a sufiar; xe ponente su la vela, ghe xe gusto a bordisar! Te saludo, dona mia, vado in barca a paiolar! Se 'sta note stago via, no te devi disperar! Trieste dormi e 'l mar se movi apena, le stele brila e le me fa sognar... Se questa note ciapo una sirena, te la vojo domani a regalar. Go co mi tre grandi afeti, quando vado a navigar: go Trieste, i tui oceti e la barca per pescar. Ma domani, co fa giono, te me sentirà cantar e te porto, quando torno, tuti i pessi che xe in mar. MARINARESCA <b>...</b>


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Makako Jump -PRECARIO-


Makako Jump live alla Bavisela 2008 di Trieste al molo IV..... Precariotratto dall'album "Lasciate la mancia al portapizze"


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Proud Mary - Irene Fornaciari LIVE


Bavisela Trieste


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Hey Man - Irene Fornaciari LIVE


Irene Fornaciari Trieste Bavisela Festival


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Bavivela 2008 vela a Trieste (www.tempus-fugit.org)


regata velica svoltasi il 4 maggio 2008 a trieste, video dedicato al team velico tempus fugit di trieste


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Quella tromba del confine nord orientale italiano


Mario Fragiacomo and his trumpet in a webcam style jazz solo performance of a piece of the folk tradition of Central Europe (Triest). Contact: www.fragiacomo.org Questa è una delle moltissime canzoni in dialetto triestino ancora oggi assai popolari nella città di San Giusto. Qualche amico, un bicchiere di vino, meglio se accompagnato da un "rebechin" (uno stuzzichino quasi sempre un piatto di prosciutto crudo tagliato a mano, e formaggio) e le canzoni nascono per incanto nei locali, trascinando nel coro gli altri avventori. L'autore della musica è Publio Carniel e l'autore dei testi è Raimondo Cornet. L'interpretazione proposta in questo video amatoriale prodotto con una web cam è Mario Fragiacomo, trombettista jazzista che si autodefinisce .... quella tromba di latta del confine nord orientale italiano.


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Edoardo Bennato canta: "Io che non sono l'imperatore" (Live in Trieste -IT- 2009)


Il grande Edoardo Bennato in versione one man band, canta, munito di tamburello a pedale, armonica e chitarra, uno dei suoi più grandi successi, IO CHE NON SONO L'IMPERATORE durante un suo concerto live a Trieste Italia (2009)


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Cori ultras triestini


cori ultras triestini nella partita serie b triestina-vicenza.Si cantano cori come bavisela e altri cori ultras di trieste


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Arrivi dei Gruppi - Festival dei Cuori 2011


Cartelloni. Bandiere. Ruote. Discese. Colori. Tamburi. Chitarre. Sorrisi. Frammenti di un arrivo. Frammenti folk. Fotografie di un Festival che è già iniziato, a luci spente, e senza pubblico. Mayotte e Argentina ci hanno già raggiunti. Questo è il giorno delle Filippine, del Venezuela, del Kenya e della Russia. Ed il cerchio si chiude. All'arrivo alle scuole elementari, osserviamo i primi dettagli. Scopriamo che le venezuelane hanno un debole per la telecamera, i filippini portano con sé piume variopinte che paiono uscite direttamente dal carnevale carioca. Kenyoti e kenyote danno spettacolo. I russi si fanno attendere. I malgaschi delle Comore, già riposati, lanciano occhiate curiose dall'uscio della stanza. C'è anche chi gioca a carte, e ci mette grinta e impegno, come se il vento del Madagascar si fosse unito alla bavisela, la brezza di terra. Nessuno ha più cittadinanza. Ognuno è parte di un ensamble di sentimenti. Frammenti. Momenti. Inizia ora a pulsare, il caldo cuore del folclore. -Daniele Treu -Jacopo Bogoni (riprese ed editing)


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